Olimpia Milano – Efes Istanbul: Miro scouta i suoi avversari

Ci spiace Dunston e Omic, ma se Raduljica vi mette sotto la lente di ingrandimento… Non è già vittoria ma siamo lì EH!

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Semifinali serie A Olimpia Milano-Venezia gara 2: close, but no cigar Taurino

Milano vince 78-65 e pareggia la serie, Paolo Taurino ci spiega che anche senza The Real Gigi c’è speranza per i performer arbitrali

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Olimpia Milano vs Maccabi Tel Aviv in quel di Chicago: Il Commentoacazzo RECAP

milano maccabi

You want the best, You got… La Redazione che fa le 4 di notte per vedere un’amichevole inutile per l’Olimpia contro il Maccabi. :/ Ma è stata davvero COSI’ inutile? Uhm… sì, perché sarebbe stato meglio passare del tempo in palestra a Milano. Peeeeeeeeeeeeeeerò… Beh, abbiamo visto alcune cosette interessanti. Raccontiamo* quanto visto sul parquet in velocità coi tweet presi dal Commentoacazzo Live, poi ne parliamo un minimo. Occhei? DAJE. Continua a leggere

Milano-Cremona 94-61. La Recensione

Milano-Cremona 94-61

Milano-Cremona

Paese: ItaliaGenere: Commedia grottescaRegia: R.W. Fassbinder

Se ce ne fosse ancora il bisogno, Rainer Werner Fassbinder si dimostra un maestro della critica sociale. Mette in scena una pantomima apparentemente priva di senso nella quale i personaggi vagano spaesati da un lato all’altro dello spazio scenico, senza che nulla paia poter dar loro una direzione. Ogni movimento dà l’impressione di un gesto incompiuto, goffo, come fosse segnato dal peso dell’esistenza. Un destino mitico pesa sulle spalle di tutte le dramatis personae, che rimandano al pubblico l’immagine deformata dell’essenza dell’umanità. Di grande interesse è il fatto che la dinamica non si gioca a livello intellettuale, bensì molto più in profondità, quasi nella struttura più intima del soggetto. “Ecco com’è fatto un essere umano mutilato nel corpo e nella mente”, sembra dire a ogni fotogramma il film.

Particolarmente toccante è la scena in cui appare sullo schermo il cadavere di un gigantesco uomo di colore. Nella delicatezza di un piano sequenza che sembra non finire mai, un gruppo di bimbi cerca senza successo di rianimare il corpo senza vita, mostrando incomprensione per la natura stessa della morte. “Shawn, Shawn, gioca con noi” è la cantilena che recitano i fanciulli, lanciando ripetutamente una palla al gigante accasciato, capace solo di farsela rimbalzare addosso. Sullo sfondo, un altro giovane uomo di colore appena uscito dal carcere si contorce a terra tenendosi l’addome e salmodiando fino allo stremo «sono in stato di disagio», in una sorta di ossessiva coazione a ripetere che cattura e stordisce il pubblico.

Capolavoro.

Oh Star Game

ASGacazzo
Il Corriere della Sera è edito da RCS.
L’All Star Game di Legabasket è organizzata da RCS.
L’All Star Game si è disputata il 17 gennaio.

 

Basketacazzo.com si schiera sempre a fianco dei suoi eroi

DHiffidato

Intervista alla Nazionale Italiana: “Daniel deve imparare a venire. Sempre.”

Dopo le scottanti rivelazioni rilasciate della Nazionale Italiana ai microfoni della Gazzetta della Sport, la redazione di basketacazzo.com ha deciso di incontrare la diretta interessata per fare chiarezza su alcune frasi sibilline riportate dai colleghi in rosa.
HackettDeveVenireSempre

Anzitutto una domanda di rito. Soddisfatta della fresca qualificazione ai prossimi europei? Insomma, possiamo dire che l’estate è andata bene.

«Sì, possiamo dirlo. Sono abbastanza soddisfatta. Alcune buone prestazioni dei ragazzi, con picchi davvero notevoli, ma alternate da momenti decisamente meno trionfali. Ma sono acerbi, si faranno

A noi lo può dire, chi è il suo preferito?

«Non ho un preferito. Non l’ho mai avuto. Ognuno può darmi qualcosa. Cerco di prendere il meglio da tutti.»

Ci racconti qualcosa dei suoi ragazzi, allora.

«Come le dicevo, tutti sono importanti. Ale, ad esempio, è il classico ragazzaccio tutto imbronciato, quello che ti viene a prendere sotto casa con la Golf e suona il clacson per farti scendere. Nell’intimità però sa essere molto dolce e se gli prendono i cinque minuti è capace di aprirti in due come una pescanoce. Non so se rendo l’idea…»

Mi creda, la rende benissimo.

«Gigi, invece, è proprio un bravo figliolo. Con quel barbone lì da alternativo e l’aria tutta trasandata. Però tra le lenzuola è un vero e proprio bufalo. Diventa tutto rosso, suda, si impegna come un matto e sbuffa che sembra una vaporiera. Poeta al contrario è tutto coccole. Mi coccola sempre. Hai presente? Mi coccola prima, mi coccola dopo, a volte mi coccola anche durante. E mentre lo facciamo mi guarda sempre negli occhi. Devo dire che mi fa anche impressione, con quella faccia un po’ così, con quei capelli un po’ così che abbiano noi che abbiamo visto Teramo. I miei ragazzi sono questi, non posso farci niente.»

E lei di ragazzi se ne intende. Ce n’è qualcuno in particolare che le manca?

«Uhm… mi lasci far mente locale… beh, senza dubbio Chiacig è stata una gran predita. Domineiddio, non mi faccia pensare a quei riccioli di peli sulle spalle

Ma veniamo alle sue dichiarazioni. «Sì ad Hackett, ma lui deve venire sempre» . Cosa ha valuto dire?

«È il solito vecchio discorso. Ormai ci siamo abituati, io e Daniel, ma lui non vuole proprio capirla. Questa volta però i toni si sono alzati un po’ troppo e lui se ne andato lasciandomi al ristorante come una cretina.»

Ci faccia capire, lei si lamenta che Daniel non viene?

«Certo.»

Ci perdoni, ma questa è la prima volta che la sentiamo…

«Senti cocchino, va bene giocare a fare gli ingenui, ma sembra che tu una donna non l’abbia mai vista neanche in cartolina. Provo a spiegartelo con calma, ma stai attento, perché odio ripetermi. Hai presente cosa significa essere egoisti a letto? Ci sono quelli che ti arrivano a casa stanchi dal lavoro, magari un po’ ubriachi, ti buttano su un tavolaccio e ti montano sopra come bestie. Due stantuffate, se va bene un ceffone sul culo e in cinque minuti hanno fatto. Ti usano come serbatoio svuotapalle senza nemmeno la decenza di dare una pulita. Vengono come maiali stremati e non gli passa nemmeno per la testa che tu possa avere provate una qualche forma di piacere. Questi sono gli egoisti delle prima specie. I più comuni.»

Ma da quanto ha detto sembra che Daniel non ne faccia parte.

«No. Assolutamente. Daniel fa parte degli egoisti della seconda specie. I più subdoli, perché non te la aspetti.»

Si spieghi meglio.

«Diciamo che una sera torni a casa. Entri e ti trovi le candele profumate accese dappertutto. Luce soffusa e odore d’incenso. Sul divano c’è lui. Con una vestaglia in seta bordeaux, la collanina del battesimo che si staglia sul petto unto e un bicchiere di porto in mano. Ti accoglie, ti leva delicatamente i vestiti e ti appoggia sul divano. “Lascia fare tutto a me cara.” Prima inizia coi massaggi thailandesi e lo shiatzu. Ti sussurra le frasettine dolci e poi via di sesso tantrico imparato leggendo la biografia di Sting. E il punto G, e il punto SuperG, e quell’altro punto là dietro che nemmeno sapevo esistesse, appena sotto il punto G, ma prima dell’utero. Due ore di manipolazione destrutturata come una camicia di Proli e poi quaranta minuti di cunnilingus ayurvedico. E tu lì, come una scema a farti frullare ogni orifizio. Se per caso ti azzardi anche solo a mettergli una mano sul pacco per saggiarne la virilità è tutto un “ma no, che fai, io sono qui solo per te, sono il dio dell’amore femminile mandato sulla terra per darti piacere, il messia dell’orgasmo multiplo, il Mike Tyson del clitoride il fiamme.” Ecco, questo è Daniel. Per lui una donna è solamente un oggetto di carne che produce orgasmi utili a soddisfare la sua mascolinità. “Quante volte sei venuta, cara? Come, solo nove? L’altra volta eri venuta sedici volte. Aspetta che ti lecco ancora un po’.” Scusate, ma dopo un po’ una non ne può più.»

E cosa vuole dire a Hackett?

«Daniel, sii altruista. Fattelo fare un pompino, che anch’io voglio farti vedere quanto sono brava. Torna pure, torna quado vuoi, ma mi devi promettere di venire. Sempre.»