The Livio Experience: stagione 2009-2010

Prosegue il racconto dell’epopea di Livio Proli nei ricordi della Redazione con il racconto della seconda stagione. (Qui il primo episodio).

IL MERCATO

Dopo una sola stagione si interrompe il matrimonio con Lucio Zanca (che di fatto abbandonerà la pallacanestro professionistica di alto livello per dedicarsi ad altro), che viene sostituito da Gianluca Pascucci, team manager nella stagione precedente. Da Cremona torna a Milano Portaluppi, che dopo la carriera da giocatore se ne è costruita una da dirigente, e la società si trova ad affrontare un problema che diventerà frequente negli anni successivi: gettare denaro per rompere contratti pluriennali con giocatori non più graditi. Nell’estate 2009 la sorte tocca a Luca Vitali e a Jobey Thomas. Milano perde anche David Hawkins, che si accasa a Siena. Livio Proli, che definirà “un errore” i contratti triennali, allunga di un anno il contratto di Piero Bucchi certificando la sua lettura della stagione precedente: “un grande condottiero al comando di una banda di stronzi”.

Arrivano due ottimi giocatori lituani, Maciulis e Petravicius, oltre ad Alex Acker e a Morris Finley, in uscita da Siena che lo aveva prelevato dopo una bella stagione nella Rieti di Lino Lardo. L’eroe della serie contro Teramo, Katelynas, viene sostituito da Mancinelli. (Qui il roster completo). Nello stesso mercato, Jaycee Carroll va a Gran Canaria.

LA STAGIONE

La campagna europea è breve e si esaurisce dopo le dieci partite della prima fase, che portano sette sconfitte e tre vittorie. Da segnalare comunque la vittoria a Oldenburg della seconda giornata: Piero Bucchi la richiamerà nel corso della stagione per chiedere alla squadra di ritrovare “lo spirito di Oldenburg”.

Piero Bucchi e lo spirito di Oldenburg

L’omaggio della Redazione a Piero Bucchi e allo “Spirito di Oldenburg”

Nel campionato italiano si assiste al caso “Riepoli”, un’imbarazzante sceneggiata che vede la Sebastiani Rieti trasferirsi a Napoli per poi scomparire nel corso della stagione. Milano chiude la stagione regolare al terzo posto, dietro alla solita Siena e alla sorprendente Caserta di Pino Sacripanti in cui milita Jumaine Jones, che avrebbe giocato per Milano nella stagione precedente se non avesse firmato anche un contratto con l’Ural Great Perm.

Nell’appuntamento di metà stagione della Coppa Italia Milano esce ai quarti contro Avellino per 59-55, dopo essere stata 55-48 a 3′ dalla fine. Piero Bucchi, chiaro responsabile della sconfitta con la sua discutibile gestione di Becirovic, commenterà con compiacimento l’aver “tenuto Avellino sotto i sessanta punti”.

Ai playoff Milano incontra di nuovo Montegranaro, dopo la serie del 2007/08, e la elimina in modo non così netto come il 3-0 lascerebbe supporre. In semifinale la rivale è Caserta, che viene superata 3-2 al termine di una serie drammatica: Milano si guadagna il fattore campo in gara 1 per poi riperderlo rocambolescamente in gara 3 grazie a una tripla allo scadere proprio di “The Thrilla from Camilla” (Jumaine Jones). L’urlo liberatorio di Piero Bucchi nelle telecamere di Sky dopo gara 5 rimarrà nella memoria di tutti i tifosi, almeno in quella dei più pervertiti. (Nota a margine: si offrono ricche ricompense in soldi di internet a chi fornisse quello screenshot alla Redazione*). In finale contro Siena non ci sarà, al solito, storia.

IL GIUDIZIO

Se da un lato è innegabile che Milano raccolga il massimo risultato possibile contro quella Siena, la stagione si può descrivere con una gamma di aggettivi che va da “deludente” a “patetica”. Il famoso “gap” con Siena, che non sarebbe stato comunque colmabile sul campo – ora lo sappiamo con certezza – non pare ridotto rispetto all’anno precedente, anzi le quattro partite di finale sostanzialmente senza storia suggeriscono il contrario. La stagione risente della precaria condizione di alcuni giocatori (Petravicius e Acker non sono praticamente mai al meglio, il secondo disputerà solo 14 partite, anche se sfrutta al meglio il tempo libero trovando moglie), ma è costante la sensazione di avere a che fare con una squadra improvvisata (durante la stagione verranno aggiunti Monroe, Arnold e Becirovic, tutti con l’idea “DAI VEDIAMO!”). La squadra che alla prima giornata si presenta a Varese e viene fatta a pezzi dal pick and roll centrale Childress-Slay riuscirà a trovare lo spunto – nervoso, certo non tecnico – per passare due turni di playoff, ma non costruirà mai nulla che possa rientrare nella definizione di “pallacanestro”. Se i triennali sono un errore, comincia a farsi strada l’idea che pure i biennali allungati non siano esattamente un colpo di genio.

 

(*): il pregiato pubblico della Redazione ha provveduto a far recapitare questa immagine, che volentieri condividiamo

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.15752-0/p480x480/66840676_365011697546082_4707192463159197696_n.jpg?_nc_cat=100&_nc_oc=AQlveRVWzVXPPJGI-D9Z8NFqxzjjkIe4Vae_BDWrsSz9hJe_RaUdpiC3am_-77xdTkI&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=a2443f1a87b19f2db6fa977863960090&oe=5DACFCE6

con tanti ringraziamenti al proprietario del sito http://www.claudiodega.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...