The Livio Experience: stagione 2008-2009

Con disprezzo del proprio e – soprattutto – dell’altrui tempo, la Redazione si accinge a inaugurare una serie di post che prenderanno in esame le stagioni vissute sotto il segno di Livio Proli. I pezzi non saranno una cronaca fredda e asettica, ma saranno ricchi di inutili opinioni supportate soprattutto dalla memoria – fallace, si sa – di chi scrive. Buon divertimento.

La stagione 2008-2009 è la prima da proprietario per Giorgio Armani, che incarica Livio Proli di acquistare le quote di Giorgio Corbelli nel mese di giugno.

Le prime mosse riguardano lo staff tecnico e societario, con l’ingaggio di Zanca, da Montegranaro, e di Piero Bucchi da Napoli. La stagione precedente lascia in eredità pochi giocatori (Gallinari vola a New York rifiutando, si dice, una maxi offerta per rimanere) ma una importante qualificazione all’Eurolega grazie alla semifinale conquistata dalla squadra allenata da Caja. (E anche grazie a una sconfitta casalinga contro la Fortitudo all’ultima giornata che spinge Treviso nella “half bottom” della classifica privandola del palcoscenico europeo.)

IL MERCATO

Bucchi arriva a Milano dopo tre stagioni a Napoli, dove conquista una coppa Italia lanciando giocatori come Greer e Stefansson. Tra i primi acquisti arriva proprio da Napoli Richard Mason Rocca, che dopo la partecipazioni ai Mondiali del 2006 è considerato italiano a pieno titolo.

Il mercato parte necessariamente in ritardo, si cercano giocatori italiani e si costruisce una squadra “operaia”. Arrivano Luca Vitali (triennale) e Jobey Thomas da Montegranaro, Marco Mordente (altro triennale) da Treviso (un ritorno a casa per lui), David Hawkins da Roma. Non perderemo tempo a fare quello che già fa wikipedia e non elencheremo il roster che si presenta alla prima palla a due. Segnaliamo però che la prima palla a due viene alzata a Pesaro, in un anticipo di mezzogiorno vinto grazie a una tripla di tabella di Hawkins forse viziata da un’infrazione di passi, dove gioca Sam Van Rossom, messo sotto contratto in estate con un quadriennale e destinato a una più che discreta carriera nella quale però non indosserà mai la maglia di Milano.

LA STAGIONE

La prima parte della stagione italiana è molto difficoltosa, tanto che Milano non si qualificherà nemmeno alla final eight di Coppa Italia. In Eurolega Milano stenta ma approda alla seconda fase (la formula all’epoca prevedeva quattro gironi da sei, la prime quattro erano ammesse alle top 16 che vedevano quattro gironi da quattro e che promuovevano le prime due di ogni girone ai playoff) grazie principalmente alla grande impresa del 3 dicembre 2008 contro un CSKA che tremare il mondo faceva (Siskauskas, Smodis, Langdon, per fare qualche nome a caso) e a una decisiva trasferta ad Atene con il Panionios, dove Milano vince grazie ai 31 punti di Luca Vitali con 7/9 da tre.

A fine gennaio viene acquistato Hollis Price, lo “skipper” (grazie Livio) chiamato a sostenere Luca Vitali che non pare abbastanza “pilastro” (grazie Livio, ancora). Una dimostrazione di fiducia che non aiuta il giovane play (e che no, non sarà di lezione quando si dovrà gestire un altro giocatore giovane di origine emiliana). Prima dei playoff arrivano anche Maurice Taylor, con passaporto italiano, e Denis Marconato – che a taccuini chiusi parlerà abbastanza liberamente della maggior “tutela” dei giocatori che indossano la maglia della Mens Sana – per riempire l’organico visti i problemi di Pape Sow (dopo un’ottima stagione a Rieti, il centro è protagonista di una fascite plantare che non viene sostanzialmente mai risolta). Nel frattempo, Massimo Bulleri è tornato a Treviso in prestito (dopo il prestito a Bologna della stagione precedente).

Il sesto posto della stagione regolare concede comunque un buon tabellone ai playoff. Al primo turno Teramo viene sconfitta 3-1, grazie a una tripla di Katelynas sulla sirena di gara 4. Piace sottolineare che Teramo schierava Jaycee Carroll e David Moss, che l’anno dopo sarebbero andati rispettivamente a Gran Canaria e a Bologna (seppur con cartellino di proprietà senese).

Identico risultato al turno successivo, con Biella sconfitta al Biella forum in gara 4 e Milano che si qualifica al turno successivo. Tra i piemontesi si segnala la presenza di James Gist che l’anno successivo sarebbe finito al Lokomotiv Kuban.

In finale non c’è storia con Siena, che vince di misura gara 3 al Forum e domina nelle successive. Siena al solito così forte e intensa e in difesa da dare talvolta l’impressione – specialmente nei famosi terzi quarti – di schierare otto giocatori contro i cinque avversari.

IL GIUDIZIO

Al di là della mancata qualificazione alle final eight di coppa Italia, Milano raggiunge sostanzialmente il massimo risultato ragionevolmente possibile. La squadra non offre una bella pallacanestro, ma è tutto sommato una squadra “bella” da tifare, anche per la presenza di giocatori-simbolo come Mike Hall (che in questa partita conquista il cuore della tifoseria), Mason Rocca e David Hawkins. Emergono fin da subito molti dubbi su Piero Bucchi, incapace di impostare un gioco offensivo e legato, in difesa, alla sola intensity. Il mercato successivo mostrerà come la società legga la stagione in maniera diametralmente opposta.

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