AleGent♥ torna a Milano: la parola a un tifoso Olimpia

Spesso viene posta una domanda alla Redazione: come vi comporterete quando AleGent♥ tornerà a Milano da avversario? Sinceramente non riusciamo davvero a capirne il senso (tifiamo Virtus Bologna e Leonessa Brescia fin da bambini), ma a quanto pare esistono diversi tifosi del basket Milano che il problema lo sentono davvero (lol). Non sta a noi ovviamente dare indicazioni/giudizi in merito (in una nazione ancora non Redazionalmente Gestita è lecito continuare a non capire un cazzo), ma uno dei suddetti tifosi ha pensato bene* di inviarci il suo punto di vista sulla questione e come si è soliti dire in ‘ste occasioni… Riceviamo e pubblichiamo.
Volentieri no, perché anche fare copia&incolla è troppo sbatti.

 

Ho sempre avuto grandi difficoltà a posizionare correttamente nel tempo i miei ricordi, tuttavia è plausibile fissare la prima occasione di vedere AleGent♥ dal vivo in una Milano-Treviso under qualcosa, in cui l’Olimpia, con Enrico Montefusco in panchina e Micevic, Stefano Gentile e forse Jacopo Mercante in campo (ecco, “difficoltà a posizionare correttamente nel tempo” potrebbe essere un eufemismo per “ricordare le cose a cazzo”), battè con una magnifica prestazione di squadra la allora quotatissima Treviso di (forse, sempre, sia chiaro che non si va a controllare) Corbani con Martinoni, Loschi, Wojciechowski e, appunto, AleGent♥. Non fu amore a prima vista, gli occhiali del tifoso non avevano aiutato a guardare serenamente la partita (disputata nella secondaria del Lido, un posto storico anche senza striscioni trasudanti PNL, corsi di autostima e marketing pezzente) e, in sostanza, non mi accorsi di quel che avevo visto (leggendo questa cosa qualche altro spettatore potrebbe dubitare della mia competenza cestistica. E avrebbe ragione da vendere). Anche l’arrivo “da grande”, nel corso della prima stagione da capo allenatore di Scariolo, ai miei occhi sembrò un po’ un azzardo. A posteriori fa abbastanza ridere, ma continuo a ritenere che ci fosse qualche sensato motivo di alzare il sopracciglio di fronte al mandare Viggiano in Veneto.

Il primo “ehi, però…” nacque in televisione, in un Partizan-Olimpia al Pionir che regalò a Milano il passaggio alle top 16, in cui AleGent♥ fece il suo esordio in Eurolega con una freddezza che lasciava – questa sì – intuire le stimmate del campione. Ma non è questa la sede per ripercorrere le sue gesta in maglia Olimpia, questa è la sede per dire che negli anni avevo imparato a volere un bene dell’anima a quel ragazzone che non avevo mai visto uscire dal campo senza aver dato tutto, pure quello che non aveva. Avevo imparato ad apprezzarlo soprattutto nella sconfitta, come in quella sventurata serie con Sassari, in cui aveva prolungato fino a gara 7 l’agonia di una squadra pervasa di cupio dissolvi, nonostante una condizione fisica che definire “precaria” è ancora più eufemistico di “difficoltà a posizionare correttamente nel tempo”. Il suo rimanere a Milano dopo quella stagione negativa è stato un gesto che mi ha permesso di guardare all’espressione “attaccamento alla maglia” come a qualcosa di più che un luogo comune giornalistico o a un’illusione da tifoso. È stato bello sentirsi sicuri di una sensazione che si era fatta largo, e cioè che avremmo lottato insieme fino a che l’anagrafe, o qualche ricchissima offerta d’Oltreoceano, lo avesse consentito. Poche settimane prima di quella serie, a una cena con i tifosi, avevo scambiato due parole con lui, dicendogli “se mai farò una proposta di matrimonio citerò “ti voglio più bene che ad AleGent♥” come motivo principale per accettarla”, ed era una battuta, sì, ma con un fondo di verità. Non è difficile quindi intuire quanto sia stato doloroso sapere di non poterlo più vedere con la nostra maglia.

Quando si tifa per una squadra non si tifa per un nome, si tifa per qualcosa che in quel nome si vede rappresentato. È un atto individuale – ognuno in fondo vede quello che vuole e scarta tutto il resto – e di sicuro è un’illusione perché tutte le bandiere, anche quelle più nobili e pure, sono sporche di sangue e merda, ma vestirci di quei colori ci fa lo stesso sentire dalla parte “giusta”. AleGent♥ con la nostra maglia era qualcosa che mi faceva sentire così, mentre la assurda separazione, avvenuta in un modo che ancora offende, fa vacillare questa sensazione, soprattutto osservando che sulla panchina biancorossa ora siede qualcuno che cominciò a costruire la sua fama di “muto” non avendo nulla da dire sulla proditoria testata che AleGent♥ rifilò al gomito di Stonerook – per certe cose la memoria funziona piuttosto bene, strano.

In sintesi, cara Olimpia, è meglio se ci prendiamo una pausa. Continuerò a venire a vederti, in fondo gli amori possono nascere, morire e rinascere quasi senza apparente motivo, ma al momento rappresenti tutto ciò che io odio in una squadra di pallacanestro. Invece ad AleGent♥ continuo a volere un bene dell’anima, e questa sera tiferò per una sua vittoria.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...