#FREECARMELO: in difesa del bello, del giusto e di quel sorriso sbarazzino

freecarmeloLa Redazione tutta si è indignata come raramente le accade, anche perché in genere indignarsi è troppo sbatti e si finisce per pranzare tardi, ma vedere tutti i giornali occuparsi di Icardi ignorando la ben più grave ingiustizia perpetrata ai danni di un vero e indiscusso fuoriclasse è proprio una roba che MADO’.

La coraggiosa (benché sfortunata) prova di Olimpia-Varese potrebbe essere stato il canto del cigno su suolo italico di un uomo il cui fischietto ha sempre inventato parabole impossibili e storie fantastiche: Carmelo Paternicò da Piazza Armerina.

Ci preme innanzitutto fare un accorato appello al premier di questo paese, ma anche alla classe politica tutta: Carmelo arbitrerà in Europa e non in Italia. Se si vogliono svendere i monumenti di questo paese si svendano prima quelli a cui non teniamo davvero, tipo il Colosseo o l’Umbria o l’abitudine di gesticolare.

Detto questo, ecco per sommi capi la ricostruzione dell’accaduto.

Nella sua autobiografia uscita da pochi giorni, intitolata “Sempre Avanti – come fischiare ciò che ancora deve accadere” Carmelo ha raccontato un avvenimento di un anno fa.

Dopo aver diretto da par suo gara 2 della serie finale fra Reggio Emilia e Sassari Carmelo si avvicina alla tribuna e regala il suo fischietto a un bambino. Immediatamente interviene un facinoroso che si fa sotto con fare minaccioso: Gianni Petrucci.

Petrucci si lamenta per lo scarso impegno profuso da Paternicò: la gara si è conclusa con la vittoria di Reggio Emilia, ma senza neanche un supplementare piccino picciò. Carmelo fa notare che nonostante tutto il suo impegno se Sassari ritiene che sia una soluzione sparacchiare dall’autogrill di Somaglia lui può farci poco. Petrucci strappa il fischietto al bambino e lo rigetta in campo. Paternicò esplode, mentre il bambino fa sommessamente notare di essere il sindaco di Reggio Emilia e di essere un uomo calvo di mezza età intorno al metro e 85.

Carmelo viene trascinato negli spogliatoi dai compagni di squadra, in particolare Polonara e Logan.

Petrucci rimane sugli spalti a intonare i propri tradizionali cori, in particolare “La Verbena” e “è la nazionale più forte di sempre”.

Paternicò intanto è una furia. “Crede di farmi paura? Pensa che mi cago sotto? Quanti sono in Federazione? 50? 100? 200? Che vengano tutti, li affronterò uno a uno. Forse non sanno che vengo da una provincia con uno dei più alti tassi di criminalità d’Italia, la cui economia è basata sull’agricoltura e la manifattura, che confina a est con la provincia di Catania e a Nord con quella di Palermo. Faccio venire cento assessori corrotti da Enna e vediamo poi chi è più bravo a gonfiare i rimborsi spese!”

La cosa sembra ricomporsi, ma il fuoco cova sotto le ceneri e all’uscita del libro il comunicato di Petrucci è durissimo: “La ricostruzione degli avvenimenti di quel giorno fatta da Carmelo Paternicò è falsa: il prodotto basket italiano è in grande crescita, Sky è una grande opportunità per il basket italiano e questa nazionale è la più forte di sempre.”

Si arriva così ai fatti di domenica, dove Carmelo offre una prova di grande spessore, ma viene sconfitto, sostanzialmente perché i giocatori di Varese non si ricordano che Carmelo può non fischiargli mai niente, ma se stai sempre a due metri dall’attaccante fallo non lo fai di sicuro. Nonostante Carmelo riesca a non fischiare mai passi a due che hanno letto per la prima volta il regolamento giovedì (però quello della fossa olimpica), Milano vince la partita.

Al rientro in albergo trova Petrucci e altri 20 facinorosi con uno striscione “questa è la nazionale più forte di sempre” e solo l’intervento del concierge dell’albergo con una cesta di saponette e mini shampoo da rubare permette che la situazione non degeneri.

Il giorno dopo Paternicò pubblica un comunicato che vuole essere pacificatore: “Certe parole le ho scritte con troppa foga, non volevo ferire nessuno, prometto che da ora in poi mi impegnerò per quello che vuole il pubblico: supplementari, rimonte fatte da squadre che non fanno più fallo, doppi tecnici e vessare Alessandro Gentile”.

La risposta di Petrucci è però fermissima: “Sky è una grande opportunità per il basket italiano”.

Ad oggi sembra che il basket italiano abbia perso un altro grande protagonista. L’ennesimo, dopo Facchini, Chiari e Gigi nostro, anche lui confinato sul ristretto palcoscenico europeo, in mano a gente che pretende che l’arbitraggio sia un mezzo e non un fine.

La Redazione tutta chiama a raccolta gli amanti del basketacazzo: #FREECARMELO, perché il basket italiano torni a essere quel paradiso che tutti amiamo, quel luogo della fantasia e dell’innocenza, dove non vince il più forte, ma vince la sana provincia, attraverso suspense, colpi di scena e gente che supera i propri limiti fisici tenendo gente più grossa e più veloce. Insomma, Frank Capra, Hitchcock, John Ford e Voglia di Vincere. Tutti riuniti in un unico, magico fischietto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...