Repesa: “Vi spiego io come uscire dalla crisi in 4 mosse”

repesa occhio bovino

Esattamente com’era successo qualche tempo fa, Jasmin Repesa appare in Redazione senza che noi ce ne si possa accorgere. Fa così, lui. Un momento prima non c’era, quello dopo è lì. Ti guarda fisso con gli occhioni umidi del bovino che dicono “fa’ di me quel che vuoi”, ma che sotto sotto ci ricordano “ma non provare a mungermi, che potrei prenderla male”. La Redazione, in questi giorni, è vittima di un presomalismo che è talmente presomale da aver fatto il giro ed essersi trasformato in presobenismo. Ma siccome noi si sta bene solamente quando si è a disagio, ecco che siamo ancora più presi male. È il postmoderno, bellezza, non è mai vero un cazzo. In questo vortice di sensazioni discordanti, ci serviva proprio un omone grande e grosso come punto di riferimento. “Lo picchio io” dice uno, “sì, ma fai piano” risponde l’altro “che voglio anch’io qualche centimetro quadro di pelle da imbluire”.

Ma Repesa, come sempre ci sorprende.

Calma, ragazzi, calma, ce n’è per tutti. Ma prima di menar le mani, lasciatemi parlare. Io lo so. So come uscire da questa dannata crisi. Anzi, da questa fottuta crisi. Ho 4 soluzioni pronte per voi.

Bene. Le lasceremo cinque minuti di tempo, poi molliamo i pastori alsaziani.

Saranno sufficienti. Dunque, per prima cosa occorre pensare a come tenere sempre occupati tutti.

Non capiamo.

Forse mi sono espresso male. L’idea di fondo è che nessuno, tra i soggetti in campo, se ne stia senza fare nulla. Bisogna che ci sia un perenne movimento.

Ci perdoni, ma se il movimento fosse inutile?

È questo il punto, non importa. Tutte le componenti devono lavorare affinché ognuno faccia concretamente delle cose, questo creerà molto spaesamento in chi ci guarda.

Vada avanti…

Bene. In secondo luogo è importante che chi ha una preparazione arretrata venga valorizzato per quel che può dare al collettivo. Dobbiamo far sì che i più deboli, in quel movimento perenne, siano un fattore del tutto integrato.

Converrà, però, che la situazione attuale presenta delle carenze e, va detto, anche degli esuberi.

Delle carenze sì, ma degli esuberi non credo proprio. Più siamo, meglio è. Capisce il punto? Bisogna essere inclusivi rispetto agli aiuti che arrivano dall’esterno senza rinunciare alle risorse che abbiamo. E fa niente se qualcuno può apparire inutile, saranno create mansioni apposite.

E poi c’è la questione del centro.

Proprio qui volevo arrivare. È inutile continuare la rincorsa al centro. Ci abbiamo già provato in passato e non è servito a niente. Servono risposte decisamente più periferiche, lo impone questo nuovo modo moderno di giocare a questo gioco.

Beh, Samuels gli anni scorsi non è stato esattamente inutile. E poi prenda Barcellona, costruisce il gioco proprio sull’uso dei lunghi.

Samuels? Barcellona? Ma di cosa state parlando?

Di come rompere l’impasse in cui si trova l’Olimpia. E lei?

Ah, no. Io parlavo di come uscire dalla crisi economica. Piena occupazione anche a coso di creare debito, valorizzazione della manodopera non specializzata, sfruttamento oculato dell’immigrazione e rinuncia a politiche centriste in nome di una vera e moderna socialdemocrazia.

Ma dell’Olimpia non gliene frega proprio nulla?

No, ve l’ho già detto: io sono qui perché mi piace il risotto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...