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La tag di pornhub scelta dall’Olimpia per presentare il nuovo acquisto Shawn James

Proli Shock: Milano Trova il Modo per Aggirare la Squalifica a Hackett

0c95adb4d4a0a6437436fdd8f8219ae7-24897-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427eLa solerte redazione di basketacazzo.com (in quanto persona fisica, giuridica e “bella bella bella in modo assurdo”) si è introdotta durante la pausa pranzo nei locali dell’Armani Cafè, luogo nel quale – come molti sanno – si gioca il futuro della società meneghina. Ciò che siamo riusciti a carpire ha dell’incredibile. Il Presidente Proli si trovava da solo nella toilette degli uomini. Come abbiamo fatto altre volte, l’abbiamo avvicinato e lui, cordialmente, non si è negato all’intervista.

Presidente, se ce lo permette vorremmo farle alcune domande.

«Certo, fate pure. Sarò lieto di rispondervi. Nutro grande simpatia per basketacazzo.com.»

Insomma, ci sembra d’obbligo farle alcune domande sul caso Hackett. Fonti interne ci dicono che avete in mente un piano per risolvere la querelle, ma per ora le bocche sono rimaste cucite.

«E non mi stupisce, cari miei. Voi siete bravi, sapete? Ma per estorcere le informazioni che volete vi manca qualcosa.»

E cosa, di grazia?

«Il P Factor. Il fattore Proli. Abbiamo anche lanciato un format in merito: find your P Factor. Lo stiamo ancora studiando. E’ una cosa che non si spiega, si può solamente mostrare.»

«Se volete vi faccio vedere come si fa un’intervista. Tu… si, proprio tu con la barba, dammi il microfono… ecco.. bravo. Ora vi faccio vedere come mi si intervista.»

Scusi, ma intende intervistarsi da solo?

«Come se fosse la prima volta… ora state buonini però. Ecco, così.»

Presidente Proli, prima di iniziare la conferenza stampa vorrei farle i complimenti per la giacca che indossa. È più decostruzionista del solito.

«L’ha notato, vero? Sì, lo ammetto, è nuova. Ma che vuole, un vezzuccio….»

Presidente Proli, ci dica, intendete fare ricorso dopo che il riesame è stato respinto?

«Grazie per la sua domanda, è un gran bella domanda. No. Non intendiamo fare ricorso.»

Come mai, Presidente Proli?

«Perché fare ricorso è da sfigati. E noi non siamo degli sfigati, siamo dei vincenti.»

Ma che splendide parole le sue. E dunque? Proporrete ad Hackett una riduzione dell’ingaggio?

«No. Nemmeno. Ridurre l’ingaggio è da barboni. E noi non siamo dei barboni, siamo gente con un certo personalino.»

E che personalino, mi vien da dire. Suvvia Presidente Proli, non ci lasci sulle spine, come intendete risolvere la situazione?

«Semplice. Iscrivendo l’Olimpia a un campionato dove la mano giustizialista e forcaiola della FIP non possa arrivare. Iscriveremo Milano alla NBA.»

A questo punto accade qualcosa che la redazione di basketacazzo.com non trova le parole per descrivere come meriterebbe. Proli inizia a correre per la stanza esultando, lanciando in aria carta igienica e imitando voci sempre nuove che urlano: “urrà”, “bravo”, “biiiis”, “mi ti farei”, “puttanella”.

«Avete visto? Mi sono rilasciato uno scoop sensazionale. Tutto merito del P Factor.»

Effettivamente lo scoop è di quelli che lasciano… beh… quantomeno increduli. Quale franchigia si libererà per far posto a Milano?

«Mi dispiace, con voi non parlo. Non siete male intendiamoci, ma per l’amor del cielo, con quelle Hogan bianche potevate intervistarmi cinque anni fa ad andar bene.»

Clamorose Novità: da oggi i rumors di mercato sono selfie

Vengono posati i primi mattoni per il mercato dei selfie

Vengono posati i primi mattoni per il mercato dei selfie

La stima che lega la redazione di basketacazzo.com ai colleghi degli altri siti è come un fiume in piena: cresce di giorno in giorno, rompe gli argini e trasporta la vostra automobile a chilometri di distanza, distruggendola.
Ed è per questo che siamo stati invitati nella sede del nostro più prestigioso concorrente ad esaminare il loro nuovo rivoluzionario progetto.
Progetto di cui ci è stato permesso dare per primi notizia in esclusiva, o almeno ci piace ritenere sia questo il significato recondito della sibillina frase “però fatevi i cazzi vostri“.

Come nasce l’idea di questo rivoluzionario progetto?

“Per anni abbiamo osservato con invidia i nostri colleghi del calcio: gli bastava scrivere la più improbabile delle stronzate come “Juventus – Messi: si può fare” per fare migliaia di view. Per poi farne ancora migliaia con “Juve: si chiude per Sanchez” e poi con “Juve: ufficiale Topo Gigio”.

Beh, è inevitabile: il calcio è lo sport più popolare in Italia. E Topo Gigio fa sempre tanta simpatia.

“Certo, ma per anni abbiamo cercato di rispondere colpo su colpo. perdendo sempre. Un po’ perché se escludiamo Milano la squadra italiana media ha sì e no i soldi per un Camogli, un po’ perché i giocatori di basket sono numerosissimi: la NCAA è un giacimento sterminato di tizi sconosciuti. Talmente sconosciuti che spesso siamo stati tentati di scrivere “Cremona: offerto un biennale a una Rustichella“. Avrebbe avuto più view.

E il nostro plauso; ma ovviamente di questo non fregava niente a nessuno.

“Già, ore e ore di lavoro buttate via. E soldi. Per anni abbiamo corrotto commessi dei Walmart di tutti gli States perché origliassero e riferissero ogni bisbiglio di qualsiasi giocatore di Division I. Abbiamo pagato la cataratta alla nonna di una guardia di Marquette che poi è andata in Grecia, a Salonicco, ma a fare il dentista. Una vita da amanuense sfigato che non potevamo più sopportare, ma da oggi cambia tutto”

Interessante. Chissà a quanto mette le otturazioni…

“Da oggi sul nostro sito ognuno può costruirsi il suo rumor di mercato: basta inserire il nome di un giocatore e la squadra in cui lo si vorrebbe veder giocare. Il nostro programma inserisce alcuni dati statistici e storici sul giocatore, cosa ha vinto nella sua ultima stagione e un commento di prammatica da parte di un esponente della società che dovrebbe essere interessata, tanto abbiamo scoperto che sono più o meno sempre gli stessi…”

Affascinante. Possiamo provarlo? Che ne dice di Rudy Fernandez? A Cantù?

“Perfetto… Ecco, guardi, bastano pochi secondi…”

Nostra Fonte – Sono sempre più insistenti le voci che vogliono Rudy Fernandez vicino a Cantù. La guardia spagnola 29enne è reduce da una grande stagione in cui ha vinto alcune partite. Interrogata al riguardo la presidentessa Anna Cremascoli ha dichiarato: “E’ un giocatore che ci interessa. Colgo l’occasione per rinnovare la richiesta di un aiuto economico per continuare la grande avventura di Cantù: mia cugina vende una Mondeo station wagon quasi nuova, grigio metallizzata

E’ incredibile… Funziona anche con i coach?

“Certo! Che ne dice di un clamoroso approdo di Scariolo a Reggio Emilia?

Nostra Fonte – Sono sempre più insistenti le voci che vogliono Sergio Scariolo vicino a Reggio Emilia. Il coach bresicano è reduce da una grande stagione al Saski Baskonia, dove ha vinto un numero determinato di partite. Interrogato al riguardo il presidente Ivan Paterlini ha dichiarato “E’ un allenatore che ci interessa. La ristrutturazione in ogni caso la deve pagare il comune. Viva la figa

La dichiarazione di prammatica di Paterlini ci pare un po’ strana…

“I tifosi vogliono pepe e Paterlini è un tipetto noioso… Va tenuto presente che per noi è fondamentale che gli utenti commentino… Anzi, mi sa che aggiungeremo un “chi ama la figa, metta un like su FB

Si può fare un ultimo tentativo? Shawn James all’Olimpia!

“Subito”

Nostra fonte – Sono sempre più insistenti le voci che vogliono Shawn James vicino all’Olimpia MIlano. Il centro americano 30enne è reduce da una grande stagione al Maccabi Tel Aviv, dove ha vinto il titolo di “paziente più simpatico del reparto ortopedia all’ospedale King David”. Interrogato al riguardo il presidente dell’Olimpia Livio Proli ha dichiarato: “E’ un giocatore che ci interessa. Può darci difesa, atletismo e colore sul perimetro.”

Colore sul perimetro? Ma Shawn James non è un esterno! Proli ha sbagliato il ruolo!

“Grazie, siamo contenti l’abbiate notato. Abbiamo lavorato così tanto sui dettagli…”

Esclusiva di Basketacazzo.com: Anna Cremascoli lascia il tavolo numero 4 dell’Hotel Terme Bristol Buja di Abano Terme

È una Anna Cremascoli agitata e con il tovagliolo ancora attorno al collo quella che ha raggiunto telefonicamente la redazione di Basketacazzo.com, nonostante noi si risponda regolarmente ai numeri sconosciuti con “Pronto, qui paradiso del Tiramisù alla pizza, in cosa possiamo aiutare?”.

«Vi conosco voi di Basketacazzo, come giornalisti fate schifo, ma non mettereste mai il mascarpone sulla pizza…»

Ci ha beccato… In che cosa possiamo aiutare?

«Voglio denunciare una situazione di forte disagio.»

Sta diventando una perversa abitudine nel basket italiano…

«Questa è una cosa seria. Sto trascorrendo come mio solito un periodo di villeggiatura presso l’Hotel Terme Bristol Buja di Abano Terme. La sera ceno al tavolo numero quattro, insieme a Raffaele Pisu, Katia Ricciarelli e Flavio Carera.»

Flavio Carera fa parte del suo gruppo vacanze?

«Lui e Raffaele sono molto vicini, dopo la scomparsa di Provolino, ma non mi faccia dire di più…»

Non facciamo gossip. Ma comunque uno come Provolino non si può sostituire. Ci spiace per la sua dipartita.

1989, Raffaele Pisu torna in tv come conduttore di Striscia La Notizia al fianco di Ezio Greggio. Con lui il pupazzo Livione, sostituto dell’amico di sempre Provolino

«Già, maledette sigarette… Comunque tutto sembrava andare bene come sempre, quando mi hanno servito la carbonara. Innanzitutto sopra ci hanno grattato il parmigiano al posto del pecorino… Incredibile, ma si può mettere il parmigiano sulla carbonara?»

Non sapremmo. Noi di Basketacazzo.com ci battiamo per una certa libertà nel campo della mantecatura, ma se vuole chiediamo a Drake Diener, se cerca qualcuno che ha fatto della casearia una religione, lui è il suo uomo.

«Sappiate che non si può. Ma non è quello il problema. Il disagio è dovuto ad altro, qualcosa di terribile. Nella carbonara c’era la panna.»

Scusi, ma è un’accusa piuttosto grave. Non conosciamo l’Hotel Terme Bristol Buja, ma non abbiamo dubbi che sarebbero pronti a farle causa per diffamazione. Ci creda, siamo dei fegatacci, ci giochiamo come niente like su Facebook con spiritosate su Aldo Moro, ma accusare infondatamente qualcuno di mettere la panna nella carbonara è un sentiero su cui non intendiamo seguirla.
È sicura di quello che dice?

«Certo. Ho le radiografie.»

Ci riserviamo di vederle… E poi cosa è successo?

«Lo chef era assente, stava facendo un catering in Slovenia. C’erano solo un sous chef e il vice maitre, ho parlato con loro e ho cercato di far valere le mie ragioni»

Ma cosa hanno risposto alla sua accusa?

«Che nella carbonara la panna non c’era. Io ho solo chiesto di cambiarmela, ma niente. Solo che contemporaneamente Raffaele Pisu è riuscita a farsela cambiare con un’amatriciana, nel suo caso il vice maitre ha sostenuto che ne aveva diritto perché il punto di giallo del piatto gli avrebbe ricordato Provolino.»

Quindi lei sta denunciando una disparità di trattamento?

«Assolutamente! A quel punto non ci ho visto più e sono scappata via!»

Scusi, dove si trova adesso?

«All’interno del carrello dei dolci. Ci sono salita su dopo aver lasciato il tavolo e adesso mi sono parcheggiata vicino al buffet delle verdure grigliate.»

Una situazione di stallo…

«Mio marito e Stefano Gentile mi hanno chiamato cercando di mediare, ma io non torno indietro…»

Lo sa che rischia di non poter mangiare al tavolo 4 per sei mesi?

«Non importa, sono pronta ad andare fino in fondo.»

E adesso?

«Domani ho un incontro con il maître e il food and beverage manager. Mi aspetto un aumento della retta, ma non è detto che li stia a sentire. Sono pronta a stare lontana dal tavolo 4 per sei mesi e limitarmi a fare colazione nel dehors. Altrimenti possono sempre mandarmi ad un altro tavolo… Per me è uguale, anche se nel mio cuore c’è sempre il tavolo 4.»

A noi risulta che l’anno scorso mangiasse al tavolo 6, l’anno prima al tavolo 2 e addirittura l’anno precedente si facesse servire la cena in camera…

«Io sono pronta a rimanere al tavolo 4, ma è necessario fare un’analisi onesta: tutti abbiamo sbagliato. Ma non ci possono andare di mezzo i camerieri, le sedie e quelle meravigliose tartine al broccolo e salmone che vengono servite come antipasto.»

Scusi, ci lasci fare per un attimo i giornalisti, per quanto la cosa un po’ ci ripugni: capiamo che la sua squadra in questo periodo come tutte le altre non trovi spazio sui giornali a causa di tutti i casini di Milano, ma dubitiamo che questa storia possa bastare. Noi siamo al suo fianco, ma siamo gli unici a combattere con la giusta determinazione contro la piaga della panna nella carbonara…

«Lo so, ma non mi è venuto in mente altro.»

Scusi dottoressa Cremascoli, ma ha provato a fare un po’ di casino sui social network?

«Certo, per chi mi avete preso?! Ho già postato tutto sul mio myspace.»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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Drake Diener si Apre con Basketacazzo.com

Diener. L’uomo che ha spiazzato tutti in questa prima parte del mercato scegliendo Reggio Emilia per proseguire la sua avventura italiana. Basketacazzo.com l’ha incontrato nella sua nuova casa sull’Appennino reggiano per capire come sia maturata questa scelta decisamente fuori dal comune.

Ci siamo Drake, la scelta è stata fatta. Sembrava tutto chiuso con Milano, ma con un colpo di mano Reggio ha sbaragliato tutti. Cos’è successo, Proli non è riuscito a convincerla?
«Io vengo dal Wisconsin. Sa cosa recita un antico detto della tribù pellerossa dei Kickapoo?» dien2

Non vedo come potrei…
«È un vero peccato. Sono una tribù piena di spirito. I Kickapoo dicono “l’uomo dalla giacca decostruzionista parla sempre con lingua biforcuta”. Questo dicono.»

Dunque ha scelto Reggio. Come mai proprio questa città?
«Sono tante le ragioni. Alcune hanno a che fare con lo spirito, altre con la vita e ci sono anche motivi professionali.»

Insomma, in quanto professionista della pallacanestro pensa di poter essere più utile qui in Emilia?
«No, guardi, forse non ci siamo capiti. Io di lavoro faccio il food operator. Sono consulente di Joe Bastianich per tutto il comparto caseario. Il basket è una passione. Sono qui perché ormai la mission pecorino potevo considerarla conclusa. Adesso inizia la mission parmigiano

Cosa le interessa di Reggio Emilia?
«Giovanni Lindo Ferretti, ad esempio, mi interessa molto. L’ho conosciuto a Berlino negli anni ’90 e mi ha letteralmente aperto la mente. Sapeva che ha giocato guardia? Era una promessa, ma poi è arrivato il punk. Dove crede che abbia imparato il tiro da fuori? È tutta una questione di testa, non di tecnica, sa?»

E dunque Ferretti le ha insegnato a tirare?
«No, non proprio. Lindo mi ha fatto capire che la concentrazione è qualcosa che nasce dentro ognuno di noi: sei tu, sei tu, sei tu chi può darti di più. Provi anche lei?»

La ringrazio ma non me la sento. L’ultima volta che sono venuto qui mi hanno fatto cantare Pugni chiusi e non mi sono ancora ripreso del tutto.
«Non la conosco. È una bella canzone? In ogni caso la pallacanestro si gioca così, con l’energia che viene da dentro.»

In effetti lei ha la fama di essere una persona molto saggia. Ci dica, di cos’è fatto per lei il basket?
«Della stessa materia di cui sono fatti i sogni, perciò attira soprattutto gli unicorni.»

Gli unicorni?
«Certo, gli unicorni. Essi si nutrono solamente dei sogni. Per questo il palazzetto ne è sempre pieno, ma possono vederli solamente i bambini.»

Mi sta prendendo in giro?
«È una domanda difficile. Devo pensarci.»

 

 

Novità europee

Si preannuncia come una vera e propria rivoluzione dei calendari quella carpita negli uffici catalani dell’ULEB da una delle numerosi fonti di basketacazzo.com: un personaggio molto vicino a Eduardo Portela,  presidente dell’organismo che raggruppa le Leghe europee, si sarebbe lasciato andare svelando retroscena che sarebbero dovuti rimanere nascosti ancora per qualche mese. L’ULEB, venuta a conoscenza dell’accaduto, ha chiesto alla redazione di basketacazzo.com di mantenere il silenzio per qualche tempo. Le prossime righe permetteranno di intuire il tono della risposta.

«Sono Eduardo Portela e fino a pochi minuti fa non sapevate neanche che esistessi.»

 

I fatti: sembra in fase avanzata il progetto di aggiungere una terza competizione europea sotto l’egida ULEB (ricordiamo che l’EuroChallenge è competizione FIBA), che metterebbe di fronte le squadre vincitrici delle Supercoppe nazionali oltre alle squadre vincitrici di Eurolega ed Eurocup. La manifestazione dovrebbe tenersi in sede unica nel mese di settembre e la formula prevederebbe un tabellone di tipo tennistico con teste di serie. La vincitrice di questo torneo, che nei programmi dovrebbe durare una settimana, metterebbe in bacheca il prestigioso trofeo Bruce Lee e il titolo di Supercampione d’Europa.

Le difficoltà dell’operazione sono legate al calendario: la Supercoppa nazionale si gioca infatti più o meno nello stesso periodo, dunque l’idea sarebbe quella di anticipare la fine dei campionati in modo da poter disputare le supercoppe nazionali entro la fine di giugno e avere pronta la lista dei partecipanti per l’autunno successivo.

Negli uffici di Barcellona si pensava di organizzare la prima edizione nel settembre del 2015, ma l’entusiasmo riscosso dall’idea ha spinto il board dell’ULEB ad anticipare i piani al prossimo mese di settembre. La competizione verrà disputata, infatti, subito dopo la chiusura dei Mondiali in Spagna: ciò creerà problemi alla Legabasket nostrana, data l’impossibilità di iscrivere l’ultima vincitrice della Supercoppa Italiana. Il neo-presidente della Lega Marino avrebbe in animo di proporre l’iscrizione della Nazionale che, rimasta fuori dai Mondiali, avrebbe l’occasione di rifarsi. Perentorie le parole rivolte ai presidenti delle squadre di serie A: «Ce lo chiede l’Europa». Questi ultimi avrebbero chiesto qualche giorno per dare un parere definitivo, ma il tempo stringe. Basketacazzo.com seguirà la vicenda con il consueto zelo ne riferirà prontamente gli sviluppi.

(La risposta all’ULEB è stata: «D’accordo, non diremo una parola. Però dovrete pagarci con una moneta più preziosa dell’affetto dei nostri lettori». Non ne sono stati capaci, anche se quei quindici euro ci hanno fatto vacillare.)